Archivio per la categoria ‘la giusta distanza’

Non è che uno vuole fare sempre polemica ma, scusate, dove sono finite le polemiche (appunto) che da quando il mondo è mondo hanno sempre animato il festival di Venezia? Il cinema italiano più che pacificato sembra sedato. Quasi quasi ci viene da rimpiangere Citto Maselli (per non scomodare Pasolini) che nel ’68 sfidava i celerini nel palazzo del cinema. Ignoriamo il nome del narcotico che ha addormentato la coscienza critica dei filmaker italiani. La scena che è stata offerta al Lido, però, è impressionante. Tutto tace, tutto va bene, madama la marchesa. (altro…)

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Lunedì in edicola con Il Corriere della Sera, Famiglia Cristiana e Credere.

 

Si può già parlare di una “teologia della misericordia” come tratto distintivo di questo pontificato del terzo millennio? Difficile dirlo. Il dibattito teologico è solo ai suoi timidi inizi. Le parole di Papa Francesco, infatti, sono pastorali e non “teologiche”. Danno indicazioni ai fedeli, ai battezzati e parlano anche ai non credenti, ma non forniscono spiegazioni per gli studiosi. La misericordia, d’altra parte, è una “novità” antica come la Chiesa stessa. (altro…)

18spatik2fqwkjpgC’è qualcosa di osceno nel modo che il cinema ha di divorare e distruggere ogni possibile innovazione di linguaggio. Sta succedendo di nuovo, ancora oggi, con le cosiddette star del web. Quando si trasferiscono sul grande schermo, perdono follower (e appeal) e registrano flop clamorosi. Non è colpa loro, però. Autoreferenziale ed egocentrico come non mai, il cinema sembra aver perduto la sua caratteristica identitaria delle origini e cioè quella di saper costruire un nuovo immaginario partendo dal linguaggio. (altro…)

Antonio+Monda+Convention+Un+Regno+Unito+Intorno+1-RFHWok81HlFestival di Roma, ne avessi azzeccato uno. Avevo scritto di Luciano Sovena, Francesca Via e Lucia Milazzotto. Hanno nominato Piera De Tassis, Antonio Monda e Lucio Argano. Per carità, nulla di grave tranne che per il mio amor proprio. Ma anche di quello, alla fine, chi se ne frega. C’è infatti una constatazione più importante di cui prendere atto. Sono invidioso. (altro…)

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La produttrice russa Uliana Kovaleva, nella giuria del Marco Aurelio esordienti del Festival del Cinema di Roma insieme con Claudio Giovannesi, Valentina Carnelutti e Giampaolo Rossi (e il sottoscritto)

Negli ultimi dieci anni i numeri del box office russo sono raddoppiati. La Russia è il quarto mercato in Europa e il nono al mondo: nel 2013 il box office ha raggiunto il miliardo di euro con 170 milioni di biglietti venduti. Dei 480 film che escono in sala, 84 sono russi, con una quota di mercato del 15,5%. Dieci anni fa, il botteghino si attestava sui 100 milioni di dollari, con 41 milioni di spettatori e solo il 6,1% di quota di mercato di film russi. (altro…)

gubitosi-e-tarantolaIndecisa fra business e servizio, la Rai di Tarantola e Gubitosi si ritrova a vivere lo stesso paradosso attribuito al filosofo Jean Buridan. Un asino non riesce a scegliere fra due mucchi di fieno e muore di fame. E’ la contraddizione che la Rai sta vivendo in questa fase della sua vita. (altro…)

italie luciano sovena cinecitta' luceSe io fossi sindaco di Roma, governatore del Lazio, capo della Bnl e anche della Camera di Commercio, non avrei dubbi su come rimettere mano ai vertici del terremotato Festival del cinema di Roma. Per la presidenza, ad esempio, al posto dell’ottimo Paolo Ferrari, proporrei un solo nome, quello di Luciano Sovena. (altro…)

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Il futuro della Rai passerà di nuovo attraverso la scelta di un direttore generale interno. Si tratta di una previsione facile. Una scelta esterna infatti non farebbe altro che esasperare il management della tv di Stato. Già pressati dalla richiesta di riduzione degli stipendi (altro…)

Dario Franceschini

Dario Franceschini

L’equivoco nasce dal fatto che la cultura, quella vera, non dovrebbe avere bisogno di un ministero. Nonostante il lungo elenco di nobili ministri che si sono succeduti su quella poltrona e nonostante l’interminabile pubblicistica dei loro buoni propositi, la vita culturale italiana langue ai limiti della sopravvivenza. Il cinema si affida ad (altro…)

Che ci importa del digitale, premessa. Lo ha detto Riccardo Tozzi (Anica) in occasione della presentazione del consuntivo 2013 del cinema italiano: dobbiamo imparare a intercettare i nuovi pubblici digitali e iperconnessi. Lo ripete spesso Silvio Maselli (Anica): per promuovere il cinema sul web (altro…)

Carlo Mazzacurati

Carlo Mazzacurati

Carlo Mazzacurati non c’è più. Una lunga malattia si è portato via uno dei più sereni e delicati registi italiani. Mazzacurati, padovano, aveva 57 anni. Grande e grosso com’era, e da qualche anno a questa parte con una lunga barba, dava l’idea di essere un burbero veneto dalle poche parole. Invece, dietro al ruolo istituzionale di regista, colui che decide e coordina un set, c’era un uomo attento, riflessivo, generoso. La sua poesia in immagini si impone tra gli anni ’80 e ’90. (altro…)

Carlo Mazzacurati

Carlo Mazzacurati

Di Carlo Mazzacurati alla fine rimarranno un pugno di film, la tenerezza nelle memorie degli amici, il sorriso franco e la grazia naturale da ex giocatore di rugby. Rimarrà la poetica solitaria di un veneto terragno, tanto legato alla memoria delle radici quanto cittadino del mondo per merito dei suoi film, perle staccate di un solo percorso interiore, un sentiero sottile tra tradizione e inventiva che ne fa un cineasta riconoscibile, appartato, inconfondibile.  (altro…)

“Lost” di J.J. Abrams

“Lost” di J.J. Abrams

Effetti della globalizzazione bastarda. I giovani non amano il cinema d’autore. Meglio zombie e mostri in universi lontani ed esotici. Con buona pace di anni di impegno cinematografico italiano. Mentre nei nostri festival trionfa la versione più recente e aggiornata del neorealismo (il documentario), i ragazzini sul web si appassionano solo al genere fantasy e splatter. (altro…)

Marco Muller

Marco Muller

Una fortunata pubblicità di una festa de L’unità di alcuni anni fa, parlava del “modello romano”. Lo slogan, coniato nel 2007, era un’invenzione di Andrea Mondello, uno dei collaboratori del Sindaco Walter Veltroni. L’economia della capitale cresceva così in fretta, diceva Mondello, che poteva essere presa come esempio “virtuoso” dall’intero paese (altri tempi, purtroppo). Negli anni del “modello romano” nacque anche il Festival cinematografico di Roma. (altro…)

Alberto SordiSi moltiplicano i documentari sulla storia del cinema italiano. Ritratti agiografici di registi e produttori, incursioni nella vita di alcuni personaggi sconosciuti al grande pubblico ma indispensabili per la macchina del cinema, scorribande nei materiali di repertorio per restituire il fascino e il sapore di un’epoca. Alcuni giornalisti ne hanno fatto un vero e proprio format. (altro…)

Così si è arrivati alla 70ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Nato nel 1932 (un anno prima del festival di Cannes) per rivitalizzare il turismo del Lido, è il festival più antico della storia del cinema. A guardare il programma presentato dal direttore artistico Alberto Barbera per l’edizione 2013, la numero 70 appunto, sembra però anche il più fresco, il più capace di innovazione e il più coraggioso nell’intercettare i cambiamenti. (altro…)

Massimo Bray

Massimo Bray

Caro Ministro Bray, c’è una cosa che lei potrebbe fare subito per il cinema italiano. Ceda le sue deleghe al collega Flavio Zanonato, il ministro per lo sviluppo economico. (altro…)