Si può già parlare di teologia della misericordia? Il mio primo documentario su Papa Francesco

Pubblicato: 29 novembre 2015 in la giusta distanza
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Lunedì in edicola con Il Corriere della Sera, Famiglia Cristiana e Credere.

 

Si può già parlare di una “teologia della misericordia” come tratto distintivo di questo pontificato del terzo millennio? Difficile dirlo. Il dibattito teologico è solo ai suoi timidi inizi. Le parole di Papa Francesco, infatti, sono pastorali e non “teologiche”. Danno indicazioni ai fedeli, ai battezzati e parlano anche ai non credenti, ma non forniscono spiegazioni per gli studiosi. La misericordia, d’altra parte, è una “novità” antica come la Chiesa stessa. I Vangeli da duemila anni dicono tutti la stessa cosa e lo fanno con molta insistenza: Dio ha misericordia di noi. Perché, allora, la misericordia ci viene presentata da questo Papa come una sorta di rivoluzione? “Forse per tanto tempo abbiamo dimenticato di indicare e di vivere la via della misericordia <…> ma la Chiesa ha bisogno di andare oltre per raggiungere una meta più alta e più significativa”, ha scritto Papa Francesco nella Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia. La sfida per i credenti, allora, e non solo per gli studiosi o per i teologi, è quella di riprendere i fili dell’ordito del pensiero del Papa e vedere se essi, e la loro tessitura, ci consentano di passare da un pensiero morale, talvolta moralistico, sulla misericordia ad un pensiero sulla misericordia che regga come un architrave una forma nuova di chiesa. Forma, concetto complesso, che ancora non intravvediamo nemmeno, mentre è sotto gli occhi di molti la fatica che l’attuale forma della Chiesa, quella assunta nel secondo millennio, fa rispetto alla autocomprensione plurale della natura e della missione della Chiesa stessa. “Io credo che questo sia il tempo della misericordia. Questo cambio di epoca, anche tanti problemi della Chiesa – come una testimonianza di alcuni preti non buona, anche problemi di corruzione nella Chiesa – anche il problema del clericalismo, per fare un esempio, ha lasciato tanti feriti, tanti feriti. E la Chiesa è madre: deve andare a curare i feriti, con misericordia. Se il Signore non si stanca di perdonare, noi non abbiamo altra scelta che questa: prima di tutto, curare i feriti…  È mamma, la Chiesa, e deve andare su questa strada della misericordia. E trovare una misericordia per tutti”, ha detto Papa Francesco sull’aereo dopo il viaggio in Brasile, in risposta ad una domanda di Gian Guido Vecchi del Corriere della Sera.

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