MondoMonda, il festival di Roma, l’invidia e Bettini

Pubblicato: 26 aprile 2015 in la giusta distanza
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Antonio+Monda+Convention+Un+Regno+Unito+Intorno+1-RFHWok81HlFestival di Roma, ne avessi azzeccato uno. Avevo scritto di Luciano Sovena, Francesca Via e Lucia Milazzotto. Hanno nominato Piera De Tassis, Antonio Monda e Lucio Argano. Per carità, nulla di grave tranne che per il mio amor proprio. Ma anche di quello, alla fine, chi se ne frega. C’è infatti una constatazione più importante di cui prendere atto. Sono invidioso. Piera De Tassis e Antonio Monda sono stati chiamati a fare il lavoro che io amerei svolgere in questa fase della mia vita. Sono invidioso e non riesco a contenere questo sentimento. Antonio Monda è il titolare di un esclusivo salotto a Park Avenue, Manhattan, ha una pagina wikipedia che neanche Wittgenstein, ed è amico di gente come Martin Scorsese, Bill Murray, Jeff Goldblum e Wes Anderson. In uno spassosissimo extra dvd di “Le avventure acquatiche di Steve Zissou”, Monda interpreta sé stesso come conduttore di un format tv surreale intitolato “MondoMonda”. Pause con le labbra modello “duck face”, domande pensose, vuoti cosmici. Autoironico e molto divertente. Ma anche talmente convincente che, per mesi, Monda ha dovuto subire la simpatica aggressione dei suoi amici cineasti che avrebbero volentieri fatto a botte pur di essere invitati in una trasmissione televisiva che nemmeno esisteva. Adesso, Monda è il nuovo direttore del festival di Roma. Supportato dal nuovo mercato multipiattaforma e crossmediale inventato da Anica e Apt, avrà la possibilità di mischiare generi e linguaggi. Perché non dovrei invidiarlo? Piera De Tassis, ha un’editrice ingombrante, Daniela Santanchè. Come farà ad impedirle di occupare tutte le sere il red carpet? Problemi suoi e comunque futili. Rimane il fatto che invidio anche la De Tassis. Da sempre direttrice di una rivista di cinema, la De Tassis ha avuto il merito di inventare, con le geniali strisce di Disegni e Caviglia, il primo format di critica cinematografica postmoderna, dadaista e situazionista. Adesso ha preso il posto di Paolo Ferrari. Me lo chiedo: perché non dovrei invidiare anche lei? Girerà il mondo a spese del comune di Roma e della Regione Lazio per parlare con i direttori dei festival più importanti del mondo e con i registi e gli attori più amati. Sono invidioso. Lo ammetto. Ecco (sospiro), l’ho detto. Adesso posso dire anche altro. Impressiona il fatto che Monda e De Tassis siano gli stessi che vennero chiamati da Goffredo Bettini alla prima edizione del Festival di Roma, nel 2006. Non era un segreto per nessuno allora che i due, insieme con Gosetti (che adesso è alla Casa del Cinema), Mario Sesti (che invece è al Maxxi), eccetera, fossero stati cooptati in un inedito format di direzione collettiva per non fare ombra al vero dominus della manifestazione, e cioè a Bettini stesso. Il cinema cambia in tutto il mondo. Qualcosa si muove anche da noi. Gli unici che sembrano non accorgersene siedono al comune di Roma e alla Regione Lazio. Invece di sfidare il futuro rivoltando completamente il tavolo del Festival di Roma (che so, avrebbero potuto chiamare Pif o i Jackal a dirigerlo, dico per dire), si sono limitati a volgere lo sguardo al passato. Non sono un dietrologo e non credo nella teoria delle scie chimiche. Il dubbio, però, rimane. Come mai, Marino e il suo invisibile assessore alla cultura, per non parlare della coppia di fatto Zingaretti – Ravera, non sono riusciti ad esprimere una sola idea originale? E’ possibile che, nelle pastosità vischiose e opache del PD romano, si sia riaffacciato il potere cardinalizio e ovattato di Goffredo Bettini? Anche a non voler pensare male (Andreotti docet), posso però sempre immaginare il set di MondoMonda nella finzione inventata da Wes Anderson per l’extra dvd del suo film. Antonio Monda e Piera De Tassis nelle poltrone sul palco. Un giornalista, dal fondo della sala, domanda: “Goffredo Bettini ha avuto un ruolo nella vostra nomina? Lo avete sentito recentemente? Lo inviterete alle proiezioni?”. Silenzio. Macchina ferma. Occhiali neri sul naso. Labbra “duck face”.  Dissolvenza.

Pubblicato su Box Office il 19 marzo 2015

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