Archivio per la categoria ‘La materia dei segni’

 

Ha avuto fra le mani anche il dossier Telecom Italia, ma non l’ha neanche preso in considerazione. Patrick Drahi, padrone di Altice, il gruppo imprenditoriale più dinamico e anche più indebitato di Francia, è definito “insaziabile” dai suoi amici e, soprattutto, dai suoi detrattori. Sarà anche insaziabile ma non è stupido. Mentre i suoi competitor francesi Bollorè e Xavier Niel si spaccavano la testa sulle complicate vicende italiane, a metà strada fra politica ed economia, Drahi continuava a fare avanti e indietro con gli Usa. Lasciare a Vivendi la patata bollente delle trattative italiane con Piersilvio Berlusconi mentre lui si occupava di accumulare acquisizioni fra New York e Parigi, deve sembragli ancora oggi un argomento di cui ridere con gli amici. In Usa, inoltre, è riuscito lì dove il suo vecchio nemico Xavier Niel aveva fallito: (altro…)

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Ma che rottura di droni!

Pubblicato: 3 novembre 2016 in La materia dei segni

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Nei giorni della tragedia di Amatrice, il giornalismo tv italiano ha sfondato un nuovo limite. I droni sono stati utilizzati per sorvolare le macerie ed entrare negli anfratti più inaccessibili dello scenario drammatico che il terremoto aveva disegnato ad Amatrice, Arquata del Tronto e Accumoli. I droni hanno compiuto voli puliti e perfetti in mezzo alle rovine di case e vite distrutte. Quelle immagini, così stereotipate e fredde nella forma (tanto quanto erano tragiche nella sostanza), hanno cambiato la percezione delle cose. (altro…)

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Che fine ha fatto la Tv italiana? L’industria televisiva innova ben poco.
Nelle analisi internazionali su tendenze e innovazione, l’Italia è assente. Secondo un recente report di “Nota – New ON The Air”, il servizio di monitoraggio del sistema televisivo di “Eurodata Tv Worldwide”, nel 2015 sono stati inventati più 8500 programmi nuovi. Nei 44 Paesi monitorati da “Nota”, più della metà dei nuovi programmi sono creazioni originali locali. Le serie tv rappresentano il 40%, i factual e documentari il 37% e i programmi di intrattenimento il 23%. Il confronto con le produzioni del 2015 nel nostro Paese è imbarazzante. Si pensa alle nomine. Si discute del canone. Sono temi che appartengono alla preistoria della tv. La sfida delle Telco. (altro…)

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A cohort of Hollywood heavyweights including DreamWorks Studios, Participant Media, Reliance Entertainment and Entertainment One have formed a next-gen media company, Amblin Partners
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This wisdom from a long time ago and a galaxy far, far, away will inspire you to be thoughtful, brave and successful!

When I was 12-years-old, I stood in line for 3 hours to see a new space adventure. I was so entranced; I went back 6 times over the next several days to see it again. For the next 38 years I like many others would quote Yoda, Obi-wan, and Han Solo among others. (altro…)

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Help me. I’m on a laptop running Windows 8 right now.

Like many others, I hate it and think it’s the worst operating system since the not-so-distant Vista.

If I didn’t have to use it, I might be able to appreciate for a second that Microsoft made a bold design decision that actually ended up being influential. (altro…)

Despite the plethora of available alternative platforms and devices, TV is still overwhelmingly a living room-centric activity, says Adobe. (altro…)

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Sometimes we need more than information to get us inspired. We also need entertainment. These 7 TED talks are up there with the funniest movies of all time.

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Beijing smog

Pubblicato: 8 dicembre 2015 in La materia dei segni

Sorgente: Beijing smog – LA Times

"è arrivato il momento di confrontarsi col vecchio e inviso concetto di “censura” oggi reso obsoleto e di difficile applicazione per la molteplicità di mezzi di fruizione delle immagini", dicono i vertici delle associazioni dei genitori

That over-the-top services (OTT) now permeate the mainstream is beyond doubt, but OTT really hit the gas over the last 12 months says research by Parks Associates.

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YouTube eyes TV rights

Pubblicato: 6 dicembre 2015 in La materia dei segni

YouTube is in talks with US studios to secure streaming rights to TV shows and movies for its fledgling subscription service.

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Watching TV and streaming entertainment take up a lot of our time. In fact, you could say it’s a part-time job: Research from Rovi shows that globally, respondents report watching four hours of entertainment per day.

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Bill Murray’s “A Very Murray Christmas” on Netflix hearkens back to the days when the broadcast networks ruled TV. Guess who rules TV now?

 

BILL MURRAY’S “A Very Murray Christmas” starts streaming on Netflix today. It’s an hour-long throwback to what a lot of television once was: an old fashioned variety show. The story doesn’t matter much; what does is the sentiment. Murray sings, he dances, he laments, and he drinks. He’s joined by Amy Poehler, Chris Rock, George Clooney, and Miley Cyrus, among others. And while the songs haven’t changed all that much since the ’50s, the homage has been updated with just the right amount of self-awareness for our more self-conscious time. (altro…)