Il cinema russo: ecco come sta crescendo, per conquistare l’Europa

Pubblicato: 15 febbraio 2015 in la giusta distanza
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La produttrice russa Uliana Kovaleva, nella giuria del Marco Aurelio esordienti del Festival del Cinema di Roma insieme con Claudio Giovannesi, Valentina Carnelutti e Giampaolo Rossi (e il sottoscritto)

Negli ultimi dieci anni i numeri del box office russo sono raddoppiati. La Russia è il quarto mercato in Europa e il nono al mondo: nel 2013 il box office ha raggiunto il miliardo di euro con 170 milioni di biglietti venduti. Dei 480 film che escono in sala, 84 sono russi, con una quota di mercato del 15,5%. Dieci anni fa, il botteghino si attestava sui 100 milioni di dollari, con 41 milioni di spettatori e solo il 6,1% di quota di mercato di film russi. Nel 2014 c’è ormai almeno una sala in ben 468 città russe (erano 437 nel 2012); significa 2,4 sale per ogni 100mila abitanti, e il 93% ha già il digitale. I finanziamenti statali, nel periodo compreso fra il 2007 e il 2012, sono praticamente raddoppiati. Solo nel 2014 il governo di Putin ha stanziato 6 miliardi di rubli per finanziare le produzioni nazionali e le coproduzioni internazionali. Si tratta di una vitalità che è stata ben compresa anche in Italia. Sono decine le iniziative di collaborazione fra il nostro cinema e quello russo. A dare un nuovo impulso alle collaborazioni è stata, fra gli altri, la produttrice di Mosca, Uliana Kovaleva vera pioniera di una “best practice” di cooproduzioni fra l’Italia e la Russia. Con il nostro paese, la sua società «Zori Film» ha prodotto diversi film come “Dieci inverni”, “Amori elementari” e “Di tutti i colori” ed è ormai diventata un interlocutrice indispensabile nei rapporti fra i due paesi.

IMG_5729Molto interessanti sono anche le tante attività di collaborazione che l’Anica sta gestendo con Mosca. Una, in modo particolare, ha già fatto stabilire un primato invidiabile. “Non era mai successo prima. A seguito dei crescenti rapporti politici e commerciali, tra la Russia e i Paesi dell’ America Latina, ci siamo posti come trait d’union per i collegamenti nel campo audiovisivo. La Russia non ha mai avuto rapporti con Paesi quali Argentina e Brasile, e non ha accordi di coproduzione cinematografica. Grazie alla rete di contatti istituzionali ed imprenditoriali di Anica in tali territori, abbiamo favorito le relazioni, aperto vie di comunicazione e occasioni di incontro”, dice Roberto Stabile, animatore delle relazioni internazionali del nostro cinema. L’Anica ha organizzato un primo incontro italo-russo-argentino a Taormina. In quella sede si sono costruite le premesse per la presenza dei russi al Festival di Mar del Plata e degli argentini al Festival di Mosca. Lo stesso Putin ha già firmato con la Kirchner un protocollo di intesa culturale, con particolare attenzione al settore audiovisivo, che in parte scaturisce proprio dal lavoro di tessitura dell’Anica. Presso l’ufficio Ice di Mosca l’Anica sta mettendo a punto un desk dedicato all’audiovisivo, per fornire un servizio qualificato ed immediato alle imprese dei due Paesi e favorire scambi e collaborazioni. Si susseguono, praticamente senza sosta, le presentazioni di tutto quello che il sistema del cinema italiano offre a chi viene a girare da noi, come per esempio è accaduto alla produzione di Pavel Lunghin che è stato letteralmente “sedotto” dalla Roma Lazio Film Commission. Anche “Leviathan”, film russo prodotto insieme con gli italiani, è entrato nella short list dell’Academy e corre verso l’Oscar. All’Anica, poi, sono particolarmente orgogliosi dell’accordo per favorire la presenza di brand italiani nei tv movie e nei film russi.

Pubblicato su Box Office il 15 gennaio 2015 (numero speciale)

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