Posts contrassegnato dai tag ‘Cinecittà’

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Caro (nuovo) ministro dei beni culturali, non sappiamo ancora chi sei ma già sappiamo cosa vogliamo da te. Il cinema italiano si dibatte fra problemi antichi (associazioni sì o associazioni no, prezzo del biglietto alto o basso, commedie utili o inutili al botteghino) e problemi apparentemente nuovi (la concorrenza dei new media e quella del mercato globale del marketing ipertrofico che si mischiano all’indifferenza dei giovanissimi). In mezzo al guado c’è anche Cinecittà, la bella città del cinema (altro…)

C'era una volta Cinecittà

C’era una volta Cinecittà, su Area

Cinecittà è veramente la metafora più grande, e anche la più commovente, delle contraddizioni della cultura italiana. Costruita sugli stessi terreni della discarica del Quadraro (era il posto dove veniva bruciata la “monnezza” dei romani, molti anni prima di Malagrotta), la città del cinema è stata per anni il calderone dove sono confluite le speranze e le delusioni del cinema italiano. (altro…)

Alberto SordiSi moltiplicano i documentari sulla storia del cinema italiano. Ritratti agiografici di registi e produttori, incursioni nella vita di alcuni personaggi sconosciuti al grande pubblico ma indispensabili per la macchina del cinema, scorribande nei materiali di repertorio per restituire il fascino e il sapore di un’epoca. Alcuni giornalisti ne hanno fatto un vero e proprio format. (altro…)

Massimo Bray

Massimo Bray

Caro Ministro Bray, c’è una cosa che lei potrebbe fare subito per il cinema italiano. Ceda le sue deleghe al collega Flavio Zanonato, il ministro per lo sviluppo economico. (altro…)

Dopo l'approvazione della manovra di Tremonti e Galan, chi si farà carico di gestire Cinecittà e il Luce? Il Lazio intanto vara la prima legge quadro per il cinema regionale.

Il futuro di Cinecittà potrebbe essere federalista. Dopo la manovra finanziaria voluta da Tremonti e da Galan, approvata dal Parlamento la scorsa settimana e subito promulgata da Napolitano, il Governo nazionale ha segnato un significativo passo indietro nella gestione di Cinecittà. (altro…)

La riforma varata dal Governo cambierà ancora una volta la struttura del cinema pubblico a Cinecittà. Per tornare all’antico? Quasi. Ecco cosa nasconde veramente la cineteca più famosa d’Italia.

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Il Papa su Twitter, una novità per i social media, un disegno che parte da lontano

“Cari Amici, Ho appena dato l’avvio a www.news.va. Sia lodato Gesù Cristo! Con le mie preghiere e la mia benedizione, Benedictus XVI”. Con queste parole Benedetto XVI è entrato anche nella storia dei social media e del web 2.0. Sulla superficie hitech di un tablet (altro…)

Il sistema cinematografico piemontese è un laboratorio

Rubini, Soldini, Volo, Genovese, Vanzina, Ponti, Calopresti, Emmer, Manuli, Avati, Bruni Tedeschi, Martinelli, Ferrara, Lizzani, Gaglianone, Bonivento, Zaccaro,  Montaldo, Sorrentino, Base, Torrini, Infascelli, Patierno, Ferrario, Capotondi, Grimaldi, Capitani, Marino, Argento, Capuano, Molaioli, Faenza, Venier, Bonivento, Carpi, Lucini, De Seta, Archibugi, Giordana, Tognazzi, Amurri, Lucchetti, Segre, Martone, Chiambretti, Samperi, Chiesa, Pozzessere, Corsicato, Comencini, Haber, Chiambretti e ovviamente Mazzacurati (da cui il titolo di questa rubrica) (altro…)

 

Virzì e Guadagnino litigano mentre sono in Usa per Oscar e Golden Globe. La D’Amico incassa con fair play, ma con faccia scura, l’epiteto di “collaborazionista” che il suo predecessore alla direzione della Casa del Cinema di Roma, Felice Laudadio, le lancia da un’affollata conferenza stampa. Nel frattempo gli autori cinematografici mandano a dire (altro…)

Il futuro del cinema italiano è laziale. La tv e il cinema sono sempre più interconnessi e il Lazio è il primo posto al mondo dove questa convivenza si stia trasformando in un vero e proprio matrimonio. È l’intuizione della Fondazione Rossellini, nata un paio di anni fa grazie al mandato della giunta regionale di Piero Marrazzo. Adesso tocca al nuovo governatore, Renata Polverini, capire subito da che parte stare. Secondo alcune fonti, l’80% delle industrie del settore hanno la propria sede e la propria attività principale proprio nella regione che ora è governata dalla Polverini. Si parla di un settore che nel 2014 potrebbe generare un giro di affari in crescita per oltre 10 miliardi di Euro, rispetto agli 8 miliardi e mezzo del 2008. Di questi, almeno i tre quarti gravitano e sempre di più graviteranno nel Lazio. Sarebbe un errore quindi se si arrivasse alla conclusione che l’audiovisivo è marginale rispetto all’universo delle priorità regionali. Allo sviluppo dell’audiovisivo infatti non è affidato solo il destino di 80 mila professionalità considerate fra le migliori del mondo. Al distretto laziale dell’audiovisivo è assegnato soprattutto il compito di aiutare lo sviluppo complessivo dell’intera produzione nazionale. Non sembri esagerato ma l’efficacia della promozione e del marketing che un uso accorto dell’audiovisivo può generare è direttamente proporzionale allo sviluppo del territorio. Lo sanno bene in Piemonte dove la crescita della Film Commission è stata seguita e coccolata con cura. Lo sanno bene in Puglia dove la nuova giunta ha già fatto sapere di voler dedicare risorse allo sviluppo della cinematografia locale. Sarebbe paradossale che i nuovi governanti del Lazio sottovalutassero di essere capitati nel luogo giusto e, soprattutto, nel momento giusto. L’intenso lavoro svolto in questi anni ha permesso la nascita di veri e propri gioielli come il Festival del cinema di Roma (grandemente finanziato proprio dalla Regione Lazio), il Roma Fiction Fest (nato e cresciuto interamente dentro alla Regione) e la Fondazione Rossellini. Ci sono le iniziative di formazione che Cinecittà Luce, grazie ai finanziamenti della Regione, ha avviato con successo in Marocco. C’è anche il progetto di un parco a tema cinematografico che Cinecittà Studios guidata da Luigi Abete vuole realizzare dalle parti di Pomezia. Sono dati parziali ma sufficienti per capire che una delle partite importanti della prossima giunta si giocherà proprio sul tema dell’audiovisivo anche grazie a questa formula inedita che abbatte gli steccati fra industria cinematografica e televisiva. Alcune settimane fa se ne è andata prematuramente una grande dell’audiovisivo italiano, Alessandra Zingales. Uno dei suoi amici, Tom Mokridge, l’aveva soprannominata channel doctor, per la sua capacità e il suo talento editoriale e organizzativo. Era stata anche a capo di Telemontecarlo, è stata fra i fondatori e gli animatori del Roma Fiction Fest e, da alcuni anni, gestiva una propria società di produzione, la Polivideo. Al suo funerale erano in molti ad avere gli occhi lucidi. Guardandosi intorno però si aveva la sensazione di essere capitati nel gruppo giusto. In questi anni di attività la Zingales ha avuto la capacità di focalizzare il meglio del cinema e della tv italiani. Le persone al suo funerale erano quelle che hanno fatto e che, probabilmente, continueranno a fare la differenza per l’audiovisivo di qualità del nostro paese. Ecco, se c’è un augurio da fare alla Polverini, è proprio questo: di riuscire ad utilizzare il ruolo strategico della Regione Lazio per continuare a far crescere quel polo di eccellenza mondiale che è rappresentato dal cinema e dalla televisione del nostro paese. Ci starebbe bene anche l’istituzione di un premio per i manager dell’audiovisivo di qualità, senza steccati fra cinema e tv, dedicato proprio alla memoria della Zingales. Magari porta fortuna.


Pubblicato su Boxoffice

Volevo essere Cinecittà

Pubblicato: 3 ottobre 2006 in cinema
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New energy was coming

Volevo essere Cinecittà. E lo sono stato, per tre anni, come presidente dell’Istituto Luce dal 2003 al 2006. (altro…)