Vincenzo Paperica che fra gli umani è Mollica

Pubblicato: 28 dicembre 2020 in La materia dei segni
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Vincenzo Mollica e Vincenzo Paperica

Vincenzo Mollica insieme con Vincenzo Paperica

È che alla fine verrebbe voglia di usare per lui, Vincenzo Paperica che fra gli umani è Mollica, gli stessi superlativi ridondanti che lui stesso ha adoperato centinaia di volte per attori, registi e cantanti. Vincenzo sta perdendo la vista e, non contento (ridondante in tutto), ha anche il Parkinson e il diabete. Apprendiamo queste notizie e, istintivamente, vorremmo correre ad abbracciarlo forte per farci contagiare ancora una volta dal suo placido attaccamento alla vita.


Amiamo Vincenzo Mollica. È il più originale (intelligente e colto) reporter di spettacoli della televisione italiana. Lo amiamo perché con lui abbiamo organizzato serate indimenticabili. Fu lui infatti ad avere l’idea di allestire (ai tempi dell’Ente dello Spettacolo e del premio Colonna Sonora su Rai Uno) un concerto (sì avete letto bene, proprio un concerto) di Alberto Sordi. Lo amiamo però anche per un altro motivo. Si tratta dell’invidia. Nonostante il peso eccessivo e le malattie che da sempre provano ad increspare il mare sornione del suo sorriso, Mollica in questi anni ha fatto il lavoro che ognuno di noi, che si occupa di comunicazione e di spettacoli, avrebbe voluto per sé. Tutte le sere è entrato nelle case degli italiani per raccontare (e spiegare con la pazienza che si riserva ai bambini) la sconfinata densità della cultura popolare italiana del dopoguerra. Da Fellini a Totò, da Mina a Paolo Conte, da Antonioni ai Vanzina, da Venditti a Zucchero, da Pippo Baudo a Fiorello, non c’è un solo rappresentante della cultura e dell’intrattenimento che non sia stato letto e raccontato dietro le apparenze. Mollica, come una luce che si accende improvvisamente fra le quinte del palcoscenico, mostra la futile trasparenza della popolarità posticcia  che si frappone fra il cuore del pubblico e l’autenticità umana e intellettuale di molti divi e di tanti autori. Vincenzo Mollica sta perdendo la vista. Lo sapeva
da sempre che i suoi occhi, alla fine, lo avrebbero tradito. Forse proprio per questo motivo, neanche fosse Dostoevskij, ha sempre preferito usare il cuore per guardare il mondo. Sapeva, fin da bambino, che i nostri sensi sono illusori e fragili e che soltanto il sentimento (un cocktail magico di emozioni e ragione) è in grado di vedere la verità. Per Topolino ha accettato di tramutarsi in Vincenzo Paperica. Non c’è un solo giornalista italiano che avrebbe accettato di farsi passare per il personaggio di un fumetto per bambini. Ma Mollica, anzi Paperica, è così. Sa bene che ai bambini di tutte le età che ogni sera guardano il tg le cose vanno spiegate inchinandosi fino alla loro incommensurabile altezza. Alla moglie, una donna straordinaria (sorride spesso anche lei) che ha sposato 41 anni fa, Vincenzo ha già chiesto il testo della lapide per la tomba: “Qui riposa Vincenzo Paperica che fra gli umani fu Mollica”. Sorride. “Nessuno si sceglie la foto per la lapide. Il cronista Paperica mi
rappresenta come nessun altro”.

Andrea Piersanti

Pubblicato su Tivù di marzo 2019

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