Venezia70, Riccardo Tozzi, presidente ANICA, e il suo intervento su cinema e Internet

Pubblicato: 4 settembre 2013 in cinema
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Il convegno sul futuro del cinema durante il Festival di Venezia

Il convegno sul futuro del cinema durante il Festival di Venezia

L’intervento del presidente Anica al convegno di Venezia sul futuro del cinema pubblicato da Due-Esse.

Al convegno sul futuro del cinema organizzato da Mibac insieme a Anica, Istituto Luce Cinecittà e Biennale di Venezia, il presidente Anica, Riccardo Tozzi ha tenuto un intervento sui temi da porre al centro dell’attenzione in vista degli Stati generali dell’industria che si terranno in autunno a Roma. «Il primo punto è quello tra cinema e audiovisivo – ha detto Tozzi – dove per audiovisivo intendo includere la tv e internet. La ragione per cui le tv diminuiscono gli investimenti non è cattiva volontà ma una questione strutturale: nessuna azienda al mondo ha 16 reti ed è proprietaria di tutto il suo sistema così è troppo oberata e impedisce alla Rai di fare margine. Se le cose non cambiano, investirà nei prodotti sempre meno. Consideriamo poi che presto scoppierà una guerra tra televisione e internet perché sulla rete sta nascendo un’offerta che è quella di una tv moderna, che permette di vedere quello che vuoi quando vuoi. E in questo scontro noi operatori cinema siamo tirati in ballo: da una parte la tv giocherà al ribasso degli investimenti, costringendoci ad accettare meno ma subito; dall’altra internet offrirà i nostri contenuti alle loro condizioni o a quelle scelte dal pubblico». Tozzi ha anche toccato il tema delle sale cinematografiche: «Gli spettatori non crescono, e per i film di qualità perdiamo pubblico: va costruito un moderno sistema per le città o di grande appeal, sullo stile di Eataly per il cibo, o di grande capacità di socializzazione e questo sta agli esercenti. Va semplificata la burocrazia per l’apertura e la gestione delle sale oltre a studiare una formazione per l’esercente del futuro». Quanto all’internazionalizzazione, il presidente Anica ha ricordato i passi avanti fatti recentemente con il Ministero dello Sviluppo economico ma ora spera si attui quella che a suo avviso è la seconda fase dell’apertura culturale, l’inizio della produzione da parte di quei mondi che vedono nell’Italia un punto di riferimento: «Spero che gli immigrati di seconda generazione comincino a fare film il prima possibile». Come ultimo punto poi Tozzi ha suggerito alcune richieste per lui fondamentali per il comparto: «Dobbiamo chiedere di rafforzare il Fus perché così non ce la facciamo; dobbiamo espanderci nel rapporto tra produzione e territorio e soprattutto non dobbiamo rimanere abbarbicati al vecchio perdendo tempo a giudicare il nuovo perché non porta a niente. Il nuovo arriva inevitabilmente».

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