Media e minori. Dopo il caso del divieto per il film “17 ragazze” riesplode il problema della “censura”. Le associazioni stanno studiando una riforma rivoluzionaria

Pubblicato: 22 marzo 2012 in La materia dei segni
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"E' arrivato il momento di confrontarsi col vecchio e inviso concetto di “censura” oggi reso obsoleto e di difficile applicazione per la molteplicità di mezzi di fruizione delle immagini", dicono i vertici delle associazioni dei genitori

Il caso del divieto ai minori per il film francese “17 filles” deliberato dalla commissione del Ministero per i Beni Culturali, ha riaperto la discussione sulla utilità del sistema della censura. Le associazioni stanno preparando una proposta di riforma. Per proteggere i minori dai pericoli del video e del web non si dovrebbe mai lasciarli soli davanti agli schermi. Ma non sempre ci si riesce. Così, in questi anni, sono nati comitati spontanei e codici di autoregolamentazione. Solo che non funzionano quasi mai e qualche volta vengono usati come alibi per delle vere e proprie nefandezze. I minori, nel frattempo, sono al centro di un attacco senza precedenti (per quantità e per qualità) da parte di immagini violente, pornografiche e, troppo spesso, anche pedopornografiche. La preoccupazione è salita oltre i limiti di guardia. Franco Mugerli, presidente del Comitato Media e Minori presso il Ministero dello Sviluppo Economico ha scritto con preoccupazione a Passera. “La crisi che stiamo attraversando è tra le più gravi della nostra storia – ha detto -. Se le scelte politiche, economiche e finanziarie saranno determinanti per il suo superamento, non meno importante sarà accompagnare le giovani generazioni in un’introduzione positiva nella realtà, nella quale non poca parte è rappresentata dai mezzi di comunicazione”. Anche Davide Guarneri, presidente di una delle tre associazioni di genitori (AGe) parla di “una diffusa disattenzione nei confronti dell’infanzia, dell’adolescenza e della famiglia, considerati esclusivamente in quanto “consumatori”. Secondo Maria Grazia Colombo (Agesc): “In gioco c’è la dimensione dell’essere uomo e donna, occorre perciò lavorare insieme perché non si perdano di vista valori, convinzioni comuni e in particolare si cerchi di privilegiare messaggi, immagini belle, positive, propositive ed emozionanti non solo per i ragazzi ma anche per gli adulti, sempre più smarriti e sfiduciati”. Una vera emergenza culturale ed educativa, come dice Domenico Delle Foglie, il giornalista che, recentemente, è stato nominato Presidente del Copercom (la federazione cattolica delle associazioni di area CEI che si occupano di comunicazione). E quindi? Si dice che associazioni ed esperti stiano studiando una proposta in grado di stupire gli osservatori e di ristabilire una maggiore aderenza alla evoluzione tecnologica dei mass media. Ma attenzione, ammonisce la Colombo: “Non parliamo di censura ma di tutela dei minori, in senso costruttivo e positivo”. “Dopo una serie di proposte e disegni legislativi che non sono arrivati al termine dell’iter parlamentare – spiega Guarneri -, è arrivato il momento di confrontarsi col vecchio e inviso concetto di “censura” oggi reso obsoleto e di difficile applicazione per la molteplicità di mezzi di fruizione delle immagini”.

Andrea Piersanti

Pubblicato su Tivù di Marzo 2012

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