La fine di “Top Gear” e il cazzotto autolesionista della BBC

Pubblicato: 26 aprile 2015 in La materia dei segni
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clarksonLa vicenda del licenziamento di Jeremy Clarkson (e della sospensione della trasmissione tv “Top Gear”), per essere istruttiva dovrebbe essere finta, un’iniziativa di marketing per celebrare il format più irriverente e divertente della storia della tv. Invece no. Purtroppo è vera. La direzione della BBC ha preso una decisione che sconfina nell’autolesionismo. Per un cazzotto tirato da Clarkson ad un funzionario della produzione che non gli aveva fatto trovare la cena pronta alla fine di una giornata di lavoro, la BBC ha commesso il più gigantesco errore della propria storia. Come riferito anche dal sito della “Due-Esse”, la sospensione del programma e il licenziamento di Clarkson ha già fatto perdere alla BBC il 70% del pubblico della domenica sera. In un colpo solo (complimenti!). Gli ammiratori del programma hanno raccolto (in poche ore) le firme di un milione di persone (un milione!) per riportare in video il conduttore. Le hanno consegnate alla direzione della BBC dopo aver attraversato le strade di Londra a bordo di un carro armato, neanche fosse una delle trovate del programma. L’hashtag #BringBackClarkson è diventato uno dei trend più seguiti dai social in tutto il mondo. Se state leggendo questo articolo ma non avete ancora capito di quale trasmissione tv stiamo parlando, forse dovreste cambiare mestiere. “Top Gear”, infatti, è uno dei format tv più famosi del mondo. Viene ritrasmesso in centinaia di paesi e, secondo calcoli approssimativi, vanta un pubblico di circa 350 milioni di spettatori. “Top Gear” sta ai bilanci della BBC come le tasse pagate dai Beatles all’apice della loro carriera stavano alle casse dell’erario inglese; vennero fatti baronetti per aver contribuito a salvare l’economia nazionale. Clarkson, forse, non diverrà mai baronetto (troppo maleducato e scostumato, troppe parolacce e allusioni politicamente scorrette in tv) ma sicuramente in questi anni ha contribuito a salvare i conti della BBC. Adesso, però, hanno deciso di mandarlo a casa. “Non è stato facile”, ha detto il capo della BBC, Tony Hall.  Clarkson è televisione pura. Il suo carattere impossibile è il motivo per cui ha tanto successo. Allontanarlo dal video è una sciocchezza, televisivamente parlando, imperdonabile,. Diventa difficile riconoscere il dna della televisione pubblica più celebrata di tutti i tempi in questa decisione. In anni molto difficili (sempre televisivamente parlando) la BBC produsse e mandò in onda una trasmissione rivoluzionaria come il “Monty Python’s Flying Circus”, 45 episodi che hanno scritto la storia della tv dal 1969 al 1974. Un miniera inesauribile di invenzioni tutte da copiare, ancora oggi, a distanza di mezzo secolo. La sospensione di Clarkson, invece, sembra il frutto di un conformismo culturale e di una pavidità che non hanno nulla a che vedere con questa tradizione. Almeno non di quella tv a cui la BBC ci aveva abituato.

Pubblicato su Tivù Aprile 2015

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