Il giro delle sette chiese: le origini storiche

Pubblicato: 23 settembre 2013 in cultura
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Padre Maurizio Botta. Foto di Stefano Dal Pozzolo

Il libro con le preghiere che caratterizzano il Pellegrinaggio delle Sette Chiese ha lo stesso testo che venne approvato nel 1588 da San Filippo Neri. Non è stato facile ricostruire il percorso delle preghiere “filippiane”. Gli studiosi sono partiti da una pubblicazione del 1962, appena prima del Concilio, sulla quale comparivano delle indicazioni suggestive. La ricerca è via via arrivata così fino ad un voluminoso libro di Padre Giovanni Severano stampato nel 1630 e ad una seconda pubblicazione, molto più piccola, del 1654, che conteneva molte orazioni tratte dal tomo più grande. San Filippo veniva definito il “promotore” dell’iniziativa e, quindi, delle riflessioni catechistiche. Si è arrivati così ad una pubblicazione del 1588 con le preghiere approvate da San Filippo. «Il pellegrinaggio alle sette basiliche giubilari ebbe un tale successo che da poche decine di partecipanti (all’inizio erano addirittura cinque o sei) arrivò in pochi anni, con il crescere della popolarità di Filippo, a coinvolgere centinaia di persone, fino a raggiungere, sotto il pontificato di Pio IV (1560-1565), seimila partecipanti. La visita ai più importanti luoghi di culto dell’Urbe non è tuttavia invenzione di san Filippo Neri. Filippo non fa che riprendere l’antichissima tradizione medioevale dei pellegrini romei alla tombe di Pietro e Paolo. Tradizione che nel corso dei secoli, soprattutto con il primo grande Giubileo istituito nell’anno 1300 da Bonifacio VIIII (1294-1303) aveva indicato le tappe che il devoto viaggiatore doveva compiere una volta giunto nella Città santa degli apostoli e dei martiri», spiegano i sacerdoti dell’Ordine di San Filippo. Fino a qualche tempo fa il pellegrinaggio era diviso in due giornate. Il Primo giorno, di mercoledì grasso, si partiva da Santa Maria in Vallicella e, passando per ponte sant’Angelo, si andava a San Pietro. Dopo la visita, il corteo si fermava all’Ospedale di Santo Spirito in Sassia, dove si faceva una visita ai malati. «Il corpo dei malati è il corpo di Cristo. Fermarsi con i malati è un momento di adorazione eucaristica», spiegano i sacerdoti “filippiani” ai quali spetta oggi il compito di condurre il pellegrinaggio.  Oggi, invece, il pellegrinaggio si svolge in un’unica tappa notturna. Si parte dopo la messa serale delle sette dalla Chiesa di Santa Maria in Vallicella e, passando davanti alle sette chiese della tradizione “filippiana”, Santo Spirito, San Pietro, San Paolo, San Sebastiano, San Giovanni, Santa Croce in Gerusalemme, San Lorenzo fuori delle mura, si cammina fino alle sette del mattino per arrivare davanti alle porte aperte di Santa Maria Maggiore dove si può chiedere la Grazia. Il pellegrinaggio viene organizzato solo due volte l’anno, a maggio e a settembre.

Per maggiori informazioni http://www.vallicella.org

Pubblicato su Credere n. 24/2013 del 15 settembre

Vedi anche Il sorriso di Francesca

Vedi anche Vizi, virtù e orazioni

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