Social network: su Facebook sono solo 4 i ‘gradi di separazione’ tra due estranei.

Pubblicato: 9 dicembre 2011 in La materia dei segni
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"Quando si considera anche l'utente più lontano di Facebook nella tundra siberiana o nella foresta pluviale peruviana", ha commentato Facebook sul blog, “un amico del tuo amico conosce probabilmente un amico del suo amico".

Uno studio dell’Università di Milano indica che due utenti Facebook sono in media separati da soli 4,74 conoscenze intermedie, rispetto ai sei gradi di separazione individuati da Stanley Milgram nel 1967.

In quello che sembra un nuovo capitolo degli esperimenti sui ‘Sei gradi di separazione’ condotti sul finire degli anni 60 dallo psicologo Stanley Milgram – secondo cui 2 persone sono separate in media da non più di sei conoscenze intermedie – l’Università di Milano ha scoperto invece che su Facebook i gradi di separazione tra due persone sono solo 4.

Il grado di separazione misura quanto due persone sono vicine a conoscersi: tra due amici, ad esempio, corrisponde a zero; tra due persone che non si conoscono ma hanno un amico in comune equivale a uno e così via.

 

Utilizzando gli algoritmi sviluppati dal Laboratorio di Algoritmica per il Web dell’Università statale di Milano, lo studio ha dimostrato che due utenti Facebook sono in media separati da soli 4,74 conoscenze intermedie.

Mentre il 99,6% di tutte le coppie di utenti è collegato da percorsi con 5 gradi di separazione, il 92% è collegato solo da quattro gradi. Nel 2008, la distanza media era di 5,28 gradi.

Altrettanto interessante la scoperta che due persone che vivono nello stesso paese sono separate da non più di 3 gradi di separazione.

Anche se Facebook ha sicuramente contribuito ad avvicinare le persone tra loro e a sostenere le amicizie a ‘distanza’, le condizioni alla base della ricerca condotta dall’Università di Milano differiscono rispetto al primo studio di Stanley Milgram che ha stabilito la teoria dei 6 gradi.

Milgram selezionò 296 volontari e chiese loro di inviare un messaggio a un individuo specifico, residente nel sobborgo di Sharon a Boston, Massachusetts. Ai volontari venne detto che non potevano inviare il messaggio direttamente al destinatario (a meno che non lo conoscessero personalmente), ma che avrebbero dovuto indirizzare il messaggio a un conoscente o a conoscenti di conoscenti che avrebbero potuto conoscere con più probabilità la persona indicata.

La ricerca odierna, durata un mese, utilizza una platea molto più vasta: 721 milioni di utenti, pari a oltre un decimo della popolazione mondiale e, come sottolineano i ricercatori, si tratta del più grande esperimento di questo genere mai eseguito per ordine di grandezza: basti pensare che Milgram aveva utilizzato un centinaio di coppie possibili, mentre l’Università di Milano ne ha utilizzati 65 miliardi, ovvero il numero corrente di rapporti di amicizia su Facebook.

Quindi, anche se un confronto diretto tra i due studi non può essere effettuato, vista l’ampiezza del campione dello studio più recente, si può ben dire che il fatto che gli utenti Facebook siano collegati da meno di 5 conoscenze intermedie è impressionante e dimostra che internet e i social media stanno avvicinando le persone in maniera inimmaginabile.

“Quando si considera anche l’utente più lontano di Facebook nella tundra siberiana o nella foresta pluviale peruviana”, ha commentato Facebook sul blog, “un amico del tuo amico conosce probabilmente un amico del suo amico”.

22 Novembre 2011 – notizia 206900
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