In libreria i falsi black block, politically correct, del documentario di Carlo A. Bachschmidt sulla Diaz (libro e dvd distribuiti dalla Fandango di Procacci). Ma dove sono i black block del titolo? A Roma. La realtà, quella vera, ha superato la finzione.

Pubblicato: 18 ottobre 2011 in cultura
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Il documentario Black Block, diretto da Carlo A. Bachschmidt è un film a tesi, non digeribile dopo le violenze di Roma.

Arriva nelle librerie italiane il film Black Block di Carlo A. Bachschmidt (dvd e libro distribuiti dalla Fandango di Domenico Procacci). Non è un film di finzione, è un film-documentario, un film di verità?, che racconta i giorni del G8 a Genova, i giorni della scuola Diaz, intrecciando i punti di vista di ragazzi che non erano black block “doc”.

La fattura del documentario non è in discussione. È un documentario girato molto molto bene da Carlo A. Bachschmidt, non c’è confronto con altri documentari, come quelli su Fernada Pivano e su Vasco Rossi presentati a Venezia 68.

Il problema non è però la fattura. Il problema è l’onestà del documentario. Se il film è definibile come film di finzione e il documentario è definibile come film di verità, o di non finzione, perché tratta la realtà, Black Block sceglie di raccontare la “sua” realtà: i punti di vista di ragazzi che non erano “black block” e che hanno subito la rappresaglia. Ma la “sua” realtà, come tutta la realtà, è una finzione, o ha la struttura della finzione.

Infatti nel documentario manca il controcampo. C’è il campo, i falsi black block. Non c’è il controcampo, i veri black block che distrussero Genova. Cioè Black Block è un documentario a tesi, non è un documentario di verità, è un documentario di finzione…

Dove sono i black block del titolo? A Roma. La realtà, quella vera, ha superato la finzione del documentario. E adesso servirà un nuovo documentario per raccontare i black block di Roma, non quelli veri, quelli falsi, quelli giusti, quelli politically correct, quelli del film di Carlo A. Bachschmidt.

La giornata di domenica a Roma ha fotografato cioè chi sono i veri black block, non i falsi black block del documentario.

Il reale è entrato nella realtà. Il reale di chi sono i black block è entrato nella realtà di chi sono i black block del documentario, i black block del marketing. Perciò dico che la realtà, come tutta la realtà, è una finzione, o ha la struttura della finzione.

Il reale, come nell’11-9, è entrato nella realtà. Il reale è entrato nella realtà a Roma.

E il film-documentario, Black Block, il film di verità, è stato smascherato dalla realtà che non ha raccontato, dalla realtà che ha tagliato, cioè chi sono i veri black block del titolo, non i finti black block.

Nietzsche dice che chi combatte i mostri dovrebbe fare in modo di non diventare mostro. È il garantismo contemporaneo che si contorce su se stesso e che arriva a essere il contrario di ciò che è, “cainismo”. Cioè i cittadini di Roma non si permettano di dire che i black block hanno torto. Nel “cainismo” chi ha ragione non si permetta di dire “ho ragione”. Nel “cainismo” nessuno si permetta di toccare Caino.

Paolo Boriani 

commenti
  1. apiersanti ha detto:

    Il film è stato presentato a Venezia 68. la Mostra diretta da Marco Muller, e sarà distribuito in libreria da Domenico Procacci, fondatore e dominus della Fandango. Non è poi così difficile scovare nell’editoria e nel sistema culturale italiano coloro che, senza parere, guardano con simpatia anche le frange più violente del movimento giovanile di protesta.

  2. Lucy Dylaniata ha detto:

    a me sembra un documentario perfetto: mette in discussione la nostra “democrazia”…nelle immagini che ho visto non c’ìera nessun mostro, nessun Caino. Se sono stati picchiati anche degli innocenti, da forze di polizia che dovrebbero garantire la sicurezza…beh, attenti a ciò che scrivete!!

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