La Mostra di Venezia numero 68: ecco i favoriti. Un premio agli italiani? Forse.

Pubblicato: 31 agosto 2011 in cinema
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Ecco il cartellone dei film più belli della 68ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

Il cartellone che Marco Müller ha preparato per la sua “ultima” a Venezia è prestigioso. Müller infatti è alla ottava Mostra e il suo secondo mandato alla Biennale scade a settembre.

Aprirà George Clooney, che Müller selezionò con il suo Good Night, And Good Luck. I bookmaker (non si sa come i bookmaker sappiano se un film è da Leone o no) dicono che è uno dei candidati a vincere il Leone, già sfiorato con Good Night, And Good Luck.

L’apertura e i primi giorni della Mostra non sono fuochi fatui, non inganni l’apertura di George Clooney, perché è di un regista che ha dimostrato di essere da Leone. Si è privilegiata la partenza della Mostra – a Clooney segue Polanski poi Garrel poi Cronerberg – e non la chiusura, chiusura che sarà condivisa dal Leone alla carriera a Marco Bellocchio e dal Leone di Venezia 68.

La giuria sarà presieduta da Darren Aronofsky, Leone nel 2008 con The Wrestler, capolavoro. È un regista che potrà dare il Leone al film giusto. Certamente è più credibile della giuria di Quentin Tarantino, che ha premiato Sofia Coppola con Somewhere nel 2010, altro capolavoro della direzione di Marco Muller, ma che ha distribuito i premi secondari a caso – snobbando Natalie Portman, poi premiata con l’Oscar, ma non servivano i bookmaker per scommettere sulla Portman.

I bookmaker dicono che il primo candidato a vincere il Leone è David Cronenberg con A Dangerous Method, un film su un triangolo tra Jung e Freud e Sabina Spielrein…A scatola chiusa un premio per la chiusura della Mostra di Müller a Cronenberg sarebbe perfetto. Più che ad Sukurov, pupillo di Muller che, oltre a dirigere la Mostra, ha prodotto il suo Il sole nel 2008 (conflitto di interessi?). Più che a Polanski che ritorna al “cul de sac” della famiglia con Carnage.

Interessanti anche i registi selezionati in concorso non conosciuti dal pubblico. L’outsider è Todd Solondz. A scatola chiusa, ci provo così come ci provano i bookmaker, dico che sarà Solondz a vincere. Se il suo sarà un “suo” film, come Happiness o Palindromes o Perdona e dimentica, vincerà.

Attenzione inoltre a Philippe Garrel e a Un été brûlant, il film con Monica Bellucci di cui già si parla più per il nudo dell’attrice che per i contenuti del film…

Attenzione poi ai giovani registi, tutti pronti per un premio, e c’è anche una figlia d’arte, la figlia di Michael Mann, maestro del cinema americano. Attenzione poi ai vecchi registi, ad Abel Ferrara e a William Friedkin dall’America.

La scelta degli italiani. Emanuele Crialese è uno dei migliori registi italiani e ha già conquistato un Leone d’Argento con Nuovomondo nel 2006, meraviglia di Crialese. È un regista unico, così come le sue storie e le sue metafore. Sarà Crialese a concorrere per un premio per l’Italia con Terraferma.

La scelta di Cristina Comencini è debole dopo La bestia nel cuore del 2005. Occorre un altro immaginario per vincere il Leone, e con Aronofsky a presiedere la giuria non credo che vinca un regista che non lavora con le immagini. Una scommessa l’esordio di Gian Alfonso Pacinotti, disegnatore che presenta il suo primo film. Anche la scorsa stagione c’è stato un esordio in concorso, Ascanio Celestini con La pecora nera. Sappiamo com’è finita, male. Anche perché si è parlato per settimane di film inutili e non si è poi parlato di un grandissimo film di Saverio Costanzo, La solitudine dei numeri primi. Che ha dimostrato a Venezia di essere un nuovo nome per il cinema italiano, concreto, un nome vicino a quelli di Crialese, Garrone, Sorrentino.

Vedremo se i bookmaker hanno ragione o no a scegliere i nomi comodi. Io scelgo un nome non comodo, scelgo Todd Solondz. Vediamo tra dieci giorni chi vincerà. E soprattutto vediamo i film, perché i pronostici senza vedere i film sono improbabili, non è una partita di calcio: anche se Cronenberg è il migliore, non è scontato che vinca, nel calcio è un po’ più semplice…

Insomma, i nomi ci sono. Vediamo che livello hanno tenuto i nomi – Clooney, Cronenberg, Polanski, Sukurov, Garrel – con i loro nuovi film. Già avere in concorso dei grandi registi da Leone è prestigioso. E perciò complimenti a Venezia 68, perché luccica. E speriamo che Aronofsky chiuda la direzione di Müller con un Leone d’oro veramente d’oro.

Gerry

Pubblicato su La Padania il 31 agosto 2011

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