Ecco la questione musulmana in Europa. Per non chiudere gli occhi, stanotte su RaiUno un programma – inchiesta realizzato da Luca De Mata.

Pubblicato: 23 agosto 2011 in cultura
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Con la collaborazione del teologo del Vaticano Don Nicola Bux e di Mustaphà Mansouri del Comitato per l’Islam in Italia presso il Ministero dell’ Interno (una collaborazione inedita fra Chiesa cattolica e Islam che non ha precedenti per un programma di approfondimento giornalistico) il giornalista Luca De Mata ha realizzato “Musulmani Europei”, un’inchiesta televisiva in quattro puntate che andrà in onda su Rai Uno a partire dal prossimo 23 agosto in terza serata (all’una di notte).

“C’è una questione Musulmana in Europa? E’ impossibile negarlo”. Luca De Mata, giornalista cattolico e autore di reportage televisivi dai posti più inaccessibili del mondo, non ha dubbi. Negli ultimi due anni ha dedicato tutte le sue energie per documentare la presenza dei Musulmani in Europa. Ha imparato l’arabo e, con mezzi di ripresa super leggeri, è entrato nei luoghi delle comunità islamiche italiane e del vecchio continente. Con la collaborazione del teologo del Vaticano Don Nicola Bux e di Mustaphà Mansouri del Comitato per l’Islam in Italia presso il Ministero dell’ Interno (una collaborazione inedita fra Chiesa cattolica e Islam che non ha precedenti per un programma di approfondimento giornalistico) ha realizzato “Musulmani Europei”, un’inchiesta televisiva in quattro puntate che andrà in onda su Rai Uno a partire dal prossimo 23 agosto in terza serata (all’una di notte). Dopo la lunga pausa estiva, la Rai riparte con gli approfondimenti cominciando proprio dalla presenza dell’Islam nelle nostre città. “E’ un tema che riguarda tutti, non per pregiudizi di contrasto culturale, quanto per una reale e concreta paura della diversità”, ha detto Luca De Mata a “La Padania”. “Quali e quante sono le forze in campo perché il pensiero Musulmano accetti alla fine la convivenza, la reciprocità e il diritto che ognuno di noi ha di vivere come agnostico o come credente; perché l’Islam accetti il fatto che tra uomo e donna ci sia assoluta parità ed uguali diritti?”, si domanda De Mata. “Musulmani Europei”, è la prima inchiesta televisiva “dal vero” sulla presenza dell’Islam in Europa. Con testimonianze esclusive raccolte in tutti i paesi del vecchio continente, De Mata racconta un fenomeno, quello della presenza dell’Islam, che finora non era mai stato mostrato in questo modo sugli schermi della televisione italiana. “Questo è il primo e, forse, anche il più complesso tentativo mediatico in Europa di dare sintesi a tante diversità di opinioni. In Europa sono migliaia i luoghi di culto islamici, e milioni sono i Musulmani che popolano il nostro continente. E’ solo una questione numerica? Oppure è proprio in questo dato numerico impressionante il vero tema del rapporto tra Islam e mondo occidentale? Abbiamo accettato la scommessa e siamo andati a vedere personalmente come stanno le cose”, dice lo stesso De Mata. Yacob Mahi, un islamologo che vive a Bruxelles, in Belgio, intervistato da De Mata, ha detto che: “Non perché sono Musulmano posso avere la soluzione di tutto! Io posso contribuire a trovarne una, in ragione del fatto che metto in evidenza un Islam che dà un senso alla mia vita e che mi coinvolge nella società in cui vivo”. Di opinione diversa è invece un altro intellettuale islamico, Tariq Ramadan. “Viviamo delle crisi di identità incrociate – ha detto nell’intervista che è stata montata nel programma “Musulmani europei” -. L’Europa si domanda chi è? Ed anche i Musulmani, dal canto loro, vivono una crisi di identità. Sono tutte crisi d’identità che si incrociano. Il problema è psicologico, più che legislativo o religioso. È attraverso il dialogo che supereremo i nostri dubbi e la sfiducia. Stiamo vivendo un’epoca di reciproca non fiducia. Stiamo male con noi stessi, bisogna ritornare a fidarci e instaurare nuovamente un dialogo. I Musulmani devono uscire dal loro ghetto, dal loro isolamento, e diventare un tutt’uno, lavorare insieme per questo nuovo “noi” di cui parlo, per questa nuova identità. Voi e me, non abbiamo lo stesso colore, non abbiamo la stessa religione, ma abbiamo lo stesso futuro”. Secondo gli autori del programma,  “tra gli stessi Musulmani c’è un dibattito serrato ed un confronto anche aspro tra chi si definisce moderato e chi invece cerca di affermare che un vero Musulmano è solo chi si attiene totalmente alla sua tradizione. Ed anche quest’ultima affermazione non è totalmente vera, perché anche nell’area definita integralista le posizioni si diversificano come in quella moderata. L’Islam e il Cristianesimo sono grandi realtà non omogenee. Hanno vissuto ambedue le loro Religioni, nei secoli, ancora oggi con insuperate, lacerazioni e contrapposizioni al loro interno. Il punto è comprendere come la religione sia assolutamente separata dalla forma di governo che un popolo decide di darsi”. Luca De Mata ha realizzato molti reportage per conto della Rai. “In questa epoca di guerre e di intolleranza, di attentati e di odi, di sopraffazioni e di egoismi, non ho mai perso la fiducia – scrive nel suo blog pieno di fotografie mozzafiato -. Ho viaggiato e continuo a viaggiare dall’Africa all’Asia  per documentare la catena della solidarietà”. Uno dei suoi documentari più recenti, un viaggio nell’attualizzazione dei “Dieci Comandamenti” nei posti più poveri del mondo prodotto e trasmesso da Rai Uno, venne recensito anche dal critico Edmondo Berselli, scomparso recentemente. “Un bel modo di fare servizio pubblico”, disse Berselli a De Mata e ai dirigenti della Rai. “Nella sua complessità l’Islam più che una religione è una dottrina, una filosofia di vita, sia per gli uomini che per le donne e non è stata mai incompatibile con i valori occidentali – ha spiegato una donna musulmana intervistata da De Mata -. Il problema non sta nella religione, ma nella sua interpretazione, nei discorsi fanatici fatti a volte anche stravolgendo il contenuto religioso secondo idee personali. Si deve lavorare per accrescere la consapevolezza e per promuovere un Islam tollerante, che si adatti allo stile di vita occidentale e che sia dalla parte del benessere dei Musulmani e di chiunque pratichi una religione diversa, cristiani o ebrei”.

Pubblicato su La Padania il 23 agosto 2011

commenti
  1. mariopalazzetti ha detto:

    Siamo contenti che la Rai, dopo la lunga pausa estiva, riparta con gli approfondimenti, ma visto l’orario di messa in onda di questa interessante trasmissione di attualità, non so quanto la Rai sia veramente interessata a divulgarla…
    Ma non si potrebbe trasmettere questo genere di programmi in un orario più umano?

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