Toccare e fare con le proprie mani, come cambiano i musei per i millennials

Pubblicato: 8 dicembre 2016 in la giusta distanza
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Toccare, sentire, manipolare con le proprie mani, diventare esperti e attivare iniziative di peer tutoring. Così, alla fine, sono i bambini a guidare i genitori nei meandri di una esposizione museale. La nuova generazione dei millennials (i trentenni di oggi) è più interessata alle “esperienze” che al prodotto. Lo affermano alcune ricerche molto recenti. Secondo Eventbrite, quasi tre su quattro dicono che acquisterebbero un’esperienza invece di un oggetto. I millennials (nati cioè dal 1980 in poi) stanno trasferendo questo loro approccio verso l’arte e la cultura anche nelle attività da svolgere insieme con i propri figli. I musei di tutto il mondo, con straordinario tempismo, hanno intercettato la nuova tendenza e hanno cominciato ad attrezzarsi. In Usa e anche in Italia. Jeff Fromm, presidente di FutureCast, una società di consulenza di marketing per i millennials e autore, fra gli altri, di “Millennials with Kids: Marketing to this Powerful and Surprisingly Different Generation of

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