RomaFictionFest, con meno soldi si può. La duplice lezione del decentramento dei finanziamenti al cinema e alla tv.

Pubblicato: 2 ottobre 2011 in RomaFictionFest
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Il dinosauro di "Terranova", la serie tv di Steven Spielberg presentata in anteprima al RomaFictionFest 2011

Buone notizie anche da Roma. Si possono risparmiare i denari pubblici e organizzare comunque eventi importanti. E’ successo al RomaFictionFest, la manifestazione dedicata alla televisione e che quest’anno è stata vinta da Riccardo Milani, il regista di “Atelier Fontana” della Lux Vide. Il festival, diretto dal torinese Steve Della Casa e organizzato dall’Associazione dei Produttori Televisivi (APT) presieduta da Fabiano Fabiani, è stato finanziato e promosso dalla Regione Lazio e dalla Camera di Commercio di Roma. L’evento era stato inventato da Piero Marrazzo in competizione con il festival cinematografico di Roma. Ogni anno, per quattro anni, Marrazzo ha messo nella casse del festival una grande quantità di denaro dei contribuenti. Renata Polverini e l’Assessore alla Cultura Fabiana Santini, quando hanno preso le redini dell’iniziativa, hanno subito più che dimezzato il budget. Da quasi sette milioni di Euro (era la cifra garantita con incoscienza da Marrazzo; per capirne l’enormità basti dire che è quasi lo stessa cifra di uno dei festival più importanti di Europa, il Berlinfest) il budget è sceso a meno di tre milioni. Alla vigilia della manifestazione in molti “gufavano” e predicevano disastri. “Non ci riusciranno”, si sentiva sussurrare ovunque nella capitale. Anche in alcuni uffici della stessa Regione Lazio. Invece la Santini si è rimboccata le maniche, con un piglio che ha ben poco a che vedere con l’immagine un po’ cinica e svogliata dei romani, e a braccetto con lo staff e con i produttori è riuscita ad organizzare una delle edizioni più belle del RomaFictionFest. Lo hanno ammesso a denti stretti i profeti di sventura e molti giornali. Si tratta di un segnale importante. In tempi di crisi anche la cultura e lo spettacolo assistito con il denaro pubblico stanno imparando a fare i conti con la realtà. Dopo decenni di vacche grasse, inaspettatamente proprio dalla Roma “padrona”, è arrivata quindi una duplice lezione. Si possono organizzare eventi pubblici di grande qualità spendendo di meno ma meglio. Il messaggio più importante che arriva dal RomaFictionFest è però quello del ruolo crescente che gli enti regionali stanno via via assumendo per lo sviluppo di cinema e di tv. Il Lazio, in questi giorni, ha annunciato la nascita di un nuovo fondo per la produzione di cinema e di tv. “La Regione Lazio sta varando una buona normativa in grado di contrastare la delocalizzazione delle produzioni e ha messo sul tavolo una interessante quantità di fondi”,  ha detto Fabiano Fabiani, presidente dei produttori televisivi. Il futuro di cinema e della tv di qualità è passato nelle mani degli operatori del decentramento, si potrebbe dire del “federalismo”, degli investimenti pubblici. Si tratta di una lezione che a Torino e nel Piemonte hanno ben capito ma che, per esempio, deve essere ancora assimilata e fatta propria in Lombardia e in Veneto. Si dovrà cominciare presto ad adeguare le strategie prima che sia troppo tardi. Il motivo è semplice. Cinema e tv hanno un potenziale strategico per  lo sviluppo delle imprese del territorio. “E’ sbagliato sottovalutare la qualità e l’impatto economico e culturale della fiction italiana. Il nostro è un pubblico giovane e non è vero che siamo seguiti solo dalle fasce più anziane della popolazione”, ha spiegato Fabiani “L’industria televisiva dei produttori indipendenti – ha detto – è un driver del sistema paese, non può essere trascurata”. Al RomaFictionFest c’erano anche il milanese Giorgio Gori di Magnolia e Carlo Degli Esposti della Palomar, entrambi vicepresidenti dell’Associazione.  Secondo Gori “la fiction funziona. Il dato complessivo Auditel della stagione 2010 – 2011 riferita a Raiuno ci dice che la fiction fa registrare una media di share del 21% contro una media della prima serata, al netto della fiction di circa il 19%. La campagna negativa contro la fiction è sbagliata: non bisognerebbe dire che la fiction non funziona ma ragionare su qual è la fiction che si vuole produrre in un ragionamento che veda le emittenti al fianco dei produttori”. Secondo Degli Esposti “i produttori italiani sono i padri della commedia ma la nostra visibilità in Europa, rispetto ai competitor, non è all’altezza di questo primato. Il servizio pubblico e gli altri broadcaster hanno una responsabilità che non possono più fare finta di ignorare”. Steve Della Casa, alla chiusura del RomaFictionFest, ha detto che “è stato inventato un modo nuovo di fare un festival”. Lo aveva detto anche l’attore americano Jim Belushi, uno degli oltre trecento artisti sfilati sul carpet della manifestazione. “Bel festival, un modello da esportare. Vorrei portarlo negli Usa”.

Andrea Piersanti

Pubblicato su La Padania il 2 ottobre 2011

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