
La regina ha un lungo e insistito rapporto incestuoso con il fratello. La donna più amata della storia è una prostituta. La giovanissima adolescente è bellissima e sembra ingenua, ma dietro le lacrime e alcuni rossori naif nasconde una consapevolezza adulta e cinica dei meccanismi della corte tanto da aderire, senza esitazioni, all’idea di sposare l’assassino del proprio padre. La ragazzina preferisce le spade al ricamo e trova più confortevole la compagnia di rozzi guerrieri di ventura a quella delle damigelle di corte. La figlia del re comanda le proprie truppe con lo stesso piglio militaresco delle peggiori bettole dei sobborghi. L’anziana nonna, la battuta tagliente sempre pronta, governa l’economia della potente dinastia con lo stesso atteggiamento spregiudicato di un moderno capo azienda. Il guerriero più temibile e, nello stesso tempo, più leale dell’intera storia non è un uomo ma una donna che sa maneggiare il pesante spadone medievale meglio di tanti testosteronici cavalieri. La bionda pretendente al trono, infine, è madre di tre terribili draghi partoriti fra le fiamme del rogo funerario del marito. Se si vuole capire cosa pensino le giovani generazioni del ruolo delle donne, si deve passare qualche ora davanti al televisore a guardare le puntate della serie televisiva più premiata degli ultimi cinque anni, “Games of Thrones” (in Italia è conosciuta come “Il trono di spade”). (altro…)
