Migranti: ecco come WhatsApp ha cambiato i viaggi della speranza

Pubblicato: 22 gennaio 2017 in la giusta distanza

I numeri sono segreti ma uno dei fondatori di WhatsApp, Jan Koum, dice che è “rilevante” la comunità dei migranti che utilizza l’applicazione di messaggistica gratuita e instantanea. Un miliardo di persone in tutto il mondo mandano messaggi, foto e video con WhatsApp (censimento del 1° febbraio 2016). Quando nel 2014 Facebook decise di acquistare l’applicazione (un accordo di circa 19 miliardi di dollari), Jan Koum fece in modo di organizzare una parte delle transazioni finali davanti a un centro sociale di periferia, dove una volta anche lui aveva fatto la fila per raccogliere buoni pasto. Koum emigrò con la famiglia in California quando era un adolescente. Scappava dall’Ucraina. La storia di Koum non è un’eccezione. Sono tanti gli immigrati che adesso gestiscono società della Silicon Valley. Koum però è forse l’unico ad avere trasferito nella propria avventura di imprenditore digitale anche una parte del dolore e del disagio che deve aver provato da adolescente durante il suo viaggio

Sorgente: Migranti: ecco come WhatsApp ha cambiato i viaggi della speranza | AgenSIR

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