l segreto delle Montagne della Rai. Un progetto per rilanciare il centro di produzione di Torino

Pubblicato: 27 marzo 2013 in La materia dei segni, media
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Montagne Rai Torino

Montagne Rai Torino

Le “Montagne” sono uno dei segreti di Torino. Il programma che la testata giornalistica regionale della Rai realizza nello studio virtuale TV 7 del centro di produzione di Torino è infatti il focus di un complesso ragionamento sulle future strategie di comunicazione della televisione di Stato ma non solo. L’Italia ha il più grande patrimonio montano del mondo intero. Nonostante questo però gli investimenti televisivi che vengono fatti per la promozione del territorio montano (per la trasmissione della Rai sulle Alpi, solo cinquantamila euro l’anno) non sono neanche lontanamente paragonabili con quelli di altri paesi con meno montagne di noi. Il fatturato generato dal turismo estivo e invernale e l’attrattività internazionale delle nostre montagne meriterebbero forse qualcosa in più. Il nostro paese, però, da questo punto di vista sconta gli effetti di una disaffezione al genere della documentaristica. Per capirsi, basterebbe confrontare le risorse milionarie che aziende televisive come Discovery o National Geoagraphic dedicano alla produzione di documentari sulle bellezze paesaggistiche di tutto il mondo e confrontarle con i budegt della tv italiana. Un documentario da noi può arrivare a costare ventimila, qualche volta trentamila Euro. Discovery o National Geographic arrivano a spendere invece anche un milione di Euro per le stesse lunghezze. Gli effetti sono surreali. In Rai a Viale Mazzini girano di mano in mano le fatture di acquisto per un documentario sui gatti di Roma realizzato dalla BBC. Inglesi e americani fanno la fila ai nostri confini per venire a realizzare prodotti televisivi di successo sulle nostre bellezze esclusive. Li vendono poi in tutto il mondo e, paradossalmente, anche a noi. Le Montagne potrebbero diventare il terreno per una battaglia epocale destinata, finalmente, ad invertire la rotta. Potrebbero essere molto interessanti anche i possibili sviluppi nel rapporto fra gli amministratori degli enti locali e la Rai. Le Montagne sono una fonte inesauribile di notizie utili. “Suona paradossale che nessun sindaco o nessun presidente o assessore regionale venga a cercarci – si sfoga un giornalista torinese della Rai -. Al posto loro io farei il sit in davanti a Viale Mazzini per chiedere maggiori spazi. Ogni anno due temi tengono banco: la sicurezza in montagna e il turismo. Ma tutto è lasciato alla buona volontà dei singoli giornalisti che, con pochissimi mezzi, cercano di raccontare spezzoni infinitesimali di una storia enorme che è innanzitutto culturale e che appartiene alla nostra terra più di ogni altra cosa”.

commenti
  1. demata ha detto:

    Impressionante … il documentario sui gatti di Roma realizzato dalla BBC … mentre finanziamo giornali e media, paghiamo la disoccupazione agli artisti, abbiamo un bel tot di imperi ed arcipelaghi televisivi.
    Ma nessuno è stato a quanto pare in grado di coprire con 45 minuti standard di docufilm il settore ‘cats in Rome’ … nonostante la Disney ne abbia fatto un cartoon film di successo, con i consueti revival, reprise eccetera?
    E, trattandosi della TV di Stato, non esiste una legge, un regolamento od un semplice buon senso per sanzionare chi ha pagato quel docufilm invece di commissionarlo o, meglio, di realizzarlo e poi rivenderlo???

    Italy is a wonderful country … parola di BBC.

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