Scegliere un film nel 2011. Due docenti de La Cattolica propongono un libro per le famiglie e per gli indecisi. E dicono: “Sta cambiando la commedia italiana. Vincono i valori”.

Pubblicato: 14 ottobre 2011 in cinema
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Gennaro Nunziante e Checco Zalone (Luca Medici). La sorpresa è il film “Che bella giornata”. Al di là dei suoi indubbi meriti di fruibilità conta probabilmente che nel film il pubblico ha potuto respirare un po’ di «aria nuova» rispetto a un cinema d’autore molto romanocentrico/borghese/pariolino.

Scegliere un film da vedere in famiglia o con gli amici non è mai stato facile. Si domanda ad un amico che sembra saperne più degli altri e spesso si commettono errori che rovinano una serata. Da otto anni due docenti della Cattolica di Milano, Armando Fumagalli e Luisa Cotta Ramosino, hanno deciso di unire le loro competenze con quelle di un gruppo eterogeneo di giovani autori, scrittori e giornalisti del cinema e della tv per discutere e analizzare i prodotti migliori della stagione. Il loro lavoro è poi pubblicato da Ares edizioni in un libro annuale che si intitola “Scegliere un film”. In questi giorni è in uscita l’ottavo volume “Scegliere un film 2011” (Ares, pp 416, €19). Contiene le recensioni e le schede di 160 film usciti in Italia da giugno 2010 a maggio 2011. “Abbiamo sentito l’esigenza di integrare le tante critiche cinematografiche disponibili sui film nelle sale, in home-video ed in TV con una specifica attenzione al messaggio che in modo palese o sublimato, viene trasmesso dall’opera”, dicono Fumagalli e la Cotta Ramosino. “Anche i film più semplici di fatto ci trasmettono dei riferimenti a dei valori o a dei disvalori. Abbiamo voluto fornire i genitori di uno strumento che li possa aiutare a decidere se andare a cinema con i propri figli o no. Diamo dei suggerimenti sapendo che sono loro gli ultimi giudici e per questo cerchiamo di fornire loro riferimenti obiettivi”. Il giudizio sintetico, con le stellette, è esclusivamente tecnico. “Si tratta di un giudizio sulla professione ed in nessun modo va confuso con un giudizio etico sulla pellicola. Un film da Oscar può anche trasmettere messaggi immorali”, spiegano. Il giudizio di merito è più complesso. “Si tratta infatti di esprimere una valutazione complessiva sui valori (o disvalori) trasmessi dal film. Una specie di bilancio globale. E’ molto importante in questa fase scoprire il messaggio più o meno nascosto che il regista ci vuole trasmettere. “Minority report” non è solo un giallo ambientato nel futuro: è una riflessione sul libero arbitrio. “Le regole della casa del sidro” non è un bel film d’amore: è apologia dell’aborto”. La stagione 2010 – 2011, dicono, “verrà sicuramente ricordata per l’esplosione del cinema italiano, in particolare delle commedie. La cosa interessante è che ai primi tre posti ci sono prodotti che, in modo diverso, hanno caratteristiche di leggerezza, fruibilità, e sono pienamente adatte a un pubblico familiare, così come succedeva e succede ai grandi blockbuster americani che negli ultimi anni sono stati in vetta agli incassi. La sorpresa delle sorprese, giunta a un incasso «incredibile» di circa 50 milioni di euro, è stato il film “Che bella giornata”, scritto e diretto da Gennaro Nunziante e interpretato da Checco Zalone. La pellicola è sicuramente divertente e ha il pregio anche di toccare con leggerezza alcuni argomenti importanti e sentiti. Al di là dei suoi indubbi meriti di fruibilità conta probabilmente che nel film il pubblico ha potuto respirare un po’ di «aria nuova» rispetto a un cinema d’autore molto romanocentrico/borghese/pariolino (Moccia insegna, o almeno insegnava, visto che i suoi ultimi film non sono andati bene), oppure desolatamente e tristemente ripiegato sui problemi di gente disfatta e senza speranza. Sono andati invece malino, male o malissimo alcuni film da cui ci si aspettava molto in termini di incasso: “Manuale d’amore 3”, con addirittura Robert De Niro nel cast, ma composto da storie fiacche e molto banali. Anche il consueto «film di Natale» prodotto da De Laurentiis quest’anno ha avuto incassi inferiori alla media, piazzandosi quarto dell’anno, con meno di 19 milioni secondo il dato Cinetel. Un primo segno di stanchezza da parte del pubblico, che speriamo spinga gli autori a cambiare più di un registro nelle loro proposte comiche”. I due curatori di “Scegliere un film 2011, sono entusiasti di un film francese, “Uomini di Dio” (Des hommes et des dieux), sulla vicenda dei monaci di Tibhirine, rapiti e poi uccisi nel clima di guerra civile dell’Algeria. “Il film ha una qualità rara, quella di riuscire a mostrare l’umanità di persone nello stesso tempo profondamente normali ed eroiche, prese da piccoli problemi materiali ma anche autenticamente spirituali, a mostrare le loro difficoltà e le loro vittorie, le loro singolarità e differenze e la loro profonda unità”, spiegano. Armando Fumagalli è docente di Semiotica e direttore del Master Universitario in Scrittura e produzione per la fiction e il cinema presso la Cattolica di Milano. Luisa Cotta Ramosino, ricercatrice e docente a La Cattolica, è sceneggiatrice e story editor. Hanno collaborato alla stesura delle recensioni del libro anche Matteo Bernardini, Paolo Braga, Emanuela Canonico, Raffaele Chiarulli, Laura Cotta Ramosino, Niccolò Dal Corso, Chiara Ferla Lodigiani, Eleonora Fornasari, Ilaria Giudici, Valentina Pozzoli, Maurizia Sereni, Cecilia Spera, Chiara Toffoletto, Andrea Valagussa.

Andrea Piersanti

Pubblicato su La Padania il 14 ottobre 2011

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