Dario Franceschini

Dario Franceschini

L’equivoco nasce dal fatto che la cultura, quella vera, non dovrebbe avere bisogno di un ministero. Nonostante il lungo elenco di nobili ministri che si sono succeduti su quella poltrona e nonostante l’interminabile pubblicistica dei loro buoni propositi, la vita culturale italiana langue ai limiti della sopravvivenza. Il cinema si affida ad Leggi il seguito di questo post »

Enzo Della Volpe in "Le cose belle"

Enzo Della Volpe in “Le cose belle”

La bellezza si difende solo con la bellezza. Alcuni anni fa un’importante associazione ambientalista chiese a Folco Quilici (il più grande regista di documentari del nostro paese) di partecipare alla realizzazione di una campagna di sensibilizzazione sul degrado e sull’inquinamento crescente del Mediterraneo. Accettò con entusiasmo. Gli proposero di girare alcune sequenze con le chiazze di petrolio in mare, con le plastiche abbandonate sulle spiagge, con gli eco-mostri costruiti sulle scogliere. E così via. Quilici non ebbe bisogno di rifletterci su: rifiutò con sdegno e abbandonò precipitosamente il progetto. Leggi il seguito di questo post »

Che ci importa del digitale, premessa. Lo ha detto Riccardo Tozzi (Anica) in occasione della presentazione del consuntivo 2013 del cinema italiano: dobbiamo imparare a intercettare i nuovi pubblici digitali e iperconnessi. Lo ripete spesso Silvio Maselli (Anica): per promuovere il cinema sul web Leggi il seguito di questo post »

Alba Rohrwacher

Alba Rohrwacher

La vicenda non è ancora conclusa. A metà gennaio, il sostituto procuratore di Catania Giuseppe Sturiale ha chiesto pene che vanno dai 4 anni ai 3 anni e due mesi di reclusione. Alla sbarra ci sono le persone accusate di aver provocato alcuni casi di inquinamento ambientale nella Facoltà di Farmacia di Catania. Leggi il seguito di questo post »

Facebook

Facebook

Facebook, alla fine, ha ucciso la sua creatura più nota, i “like”. Le fan page che possono vantare milioni di “I like”, d’ora in poi, non sapranno più che farsene. La novità è stata confermata sottovoce dalla stessa Facebook nei primi giorni di dicembre ma, in Italia, ha avuto una eco inesistente Leggi il seguito di questo post »

Carlo Mazzacurati

Carlo Mazzacurati

Carlo Mazzacurati non c’è più. Una lunga malattia si è portato via uno dei più sereni e delicati registi italiani. Mazzacurati, padovano, aveva 57 anni. Grande e grosso com’era, e da qualche anno a questa parte con una lunga barba, dava l’idea di essere un burbero veneto dalle poche parole. Invece, dietro al ruolo istituzionale di regista, colui che decide e coordina un set, c’era un uomo attento, riflessivo, generoso. La sua poesia in immagini si impone tra gli anni ’80 e ’90. Leggi il seguito di questo post »

Carlo Mazzacurati

Carlo Mazzacurati

Di Carlo Mazzacurati alla fine rimarranno un pugno di film, la tenerezza nelle memorie degli amici, il sorriso franco e la grazia naturale da ex giocatore di rugby. Rimarrà la poetica solitaria di un veneto terragno, tanto legato alla memoria delle radici quanto cittadino del mondo per merito dei suoi film, perle staccate di un solo percorso interiore, un sentiero sottile tra tradizione e inventiva che ne fa un cineasta riconoscibile, appartato, inconfondibile.  Leggi il seguito di questo post »