John Fine, editorialista di Business Week, domanda a Beth Comstock, capo “Digital” della Nbc Universal: «Che sentimenti ha nei confronti di Youtube?». La Comstock si fa scappare una risata nervosa. «Il mio atteggiamento è di tipo schizofrenico, direi. Leggi il seguito di questo post »

Stay senza penzier

Pubblicato: 13 settembre 2014 in La materia dei segni
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Steve Jobs 1955 – 2011

les intermittents du spectacle

Les intermittents du spectacle

Nel momento in cui anche Draghi spinge per una riforma del lavoro in Italia, c’è un ambiente professionale “da Oscar” che ha portato e continua ancora oggi a portare molto lustro al nostro paese ma che si fonda quasi esclusivamente sul precariato dei rapporti di lavoro, con alcune anomalie mai sanate anche nel sistema dei contributi pensionistici. Si tratta del settore del cinema e della tv. In Francia “les intermittents du spectacle” protestano da anni. In Italia, invece, i sindacati sono sembrati troppo spesso più preoccupati della discutibile vicenda del Teatro Valle che della condizione dei nostri “intermittenti” dello spettacolo. Leggi il seguito di questo post »

Elio Germano legge Brecht al contrario

Elio Germano legge Brecht al contrario nel bagno “okkupato”

Dal Teatro Valle al cinema America, sgomberi e polemiche. Proprietari che cercano di recuperare i loro beni. Amministratori pubblici che balbettano. E poi ancora: l’annuncio di vincoli ministeriali, conferenze stampa di premi Oscar e attori noti improvvisate in mezzo alla strada, eccetera. Sembra una cosa seria ma non è vero. E’ tutto uno scherzo.

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Il destino della Rai è legato alla sua funzione. A dirla con Totò, la Rai serve solo se serve agli italiani che pagano il canone. L’impressione, però, è che al momento la Rai serva solo a garantire i privilegi oversize di una comunità di happy few variamente composta da produttori cine-televisivi, artisti, agenti e dirigenti. Sarà un errore di cattiva comunicazione aziendale, saranno gli sprechi di una gestione non sempre attenta, saranno gli scandali veri o presunti di certi compensi milionari o di certe commesse non trasparenti. Sarà quello che volete ma la Rai non è mai stata così poco amata e compresa dai suoi veri editori di riferimento, i telespettatori. Leggi il seguito di questo post »

Schermata 08-2456898 alle 19.12.11Invecchiata male o bene che sia, la Rai ha compiuto 60 anni. L’età della pensione per questo pachiderma della produzione culturale è però ancora lontana. Nacque il 3 gennaio del 1954 sulle ceneri della EIAR, la radio di Stato inventata da Mussolini. Adesso è lanciata sul web, combatte alla pari contro il colosso americano Google (a maggio ha cancellato i propri video su Youtube), domina nel digitale terrestre e si candida con buona volontà a rimanere un interlocutore privilegiato per la politica e la cultura anche nel nuovo millennio “social” e “2.0”. Il suo sessantesimo compleanno è un momento di svolta. Leggi il seguito di questo post »

google_camp_logoA poche settimane del decimo compleanno in Borsa, festeggiato in agosto con una quotazione a maggiorazione geometrica (+1.373 per cento) e una capitalizzazione a 397 miliardi di dollari, contro i 26 al tempo dell’Ipo a Wall Street, Sergey Brin e Larry Page, i due promotori di Googol, la società nata nel 1998 – come da leggenda di Silicon Valley – in un garage di Menlo Park, in California, hanno dato vita in Italia a una propria Davos, come l’ha definita il New York Times, chiamata con studiato minimalismo “The Camp”. Leggi il seguito di questo post »