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Una «materia che tanto da vicino tocca la vita e la felicità degli uomini», scriveva il Beato Paolo VI nel 1968, nel fulminante incipit di “Humanae Vitae”. Oggi, dopo quasi mezzo secolo, adolescenti e bambini sono sul web (basta un solo click) a guardare, con un nodo in gola e un blocco alla bocca dello stomaco, le immagini esplicite di “Youporn”. Le stesse immagini che vengono poi condivise, con risatine forzate e botte di gomito, fra i banchi di scuola e sui muretti dei luoghi di ritrovo nei lunghi pomeriggi vuoti del Duemila. «Famiglia e scuola sono tagliate fuori dalla possibilità di controllare le informazioni in arrivo ai propri figli e studenti e di selezionare la natura degli stimoli ai quali sono esposti», Leggi il seguito di questo post »

digital_divide2Il web in Italia è ormai fuori controllo ma, al contrario di quanto diceva Mao, il caos nazionale sul destino della nuova economia digitale non è una “situazione eccellente”. I nodi da sciogliere sono ancora troppi e la nostra politica, nonostante alcune isolate eccezioni, sembra mancare della necessaria consapevolezza sulle dimensioni dell’abisso che il digital divide italiano sta scavando sotto le fondamenta della nostra economia. Leggi il seguito di questo post »

Cinema pubblico

Cinema pubblico

Parliamo di cinema pubblico, ma delle due l’una. L’idea di un cinematografia che appartenga a tutti o è una tautologia (è di chi dovrebbe essere infatti se non del pubblico un’arte che è popolare per definizione) o è un non-senso degno di una delle battute al vetriolo di Groucho Marx. Leggi il seguito di questo post »

C'era una volta Cinecittà

C’era una volta Cinecittà, su Area

Cinecittà è veramente la metafora più grande, e anche la più commovente, delle contraddizioni della cultura italiana. Costruita sugli stessi terreni della discarica del Quadraro (era il posto dove veniva bruciata la “monnezza” dei romani, molti anni prima di Malagrotta), la città del cinema è stata per anni il calderone dove sono confluite le speranze e le delusioni del cinema italiano. Leggi il seguito di questo post »

Overland, il primo format di branded content della tv italiana

Overland, il primo format di branded content della tv italiana

Si chiama “turning point” o “twist”. Momento di svolta. Come per la tv italiana. Siamo al momento della svolta e i broadcaster italiani dovranno adeguarsi. Per non morire. Dal contesto internazionale arrivano segnali inequivocabili. Qualcosa si muove perfino in Italia, è vero, ma è ancora troppo poco. Leggi il seguito di questo post »

John Fine, editorialista di Business Week, domanda a Beth Comstock, capo “Digital” della Nbc Universal: «Che sentimenti ha nei confronti di Youtube?». La Comstock si fa scappare una risata nervosa. «Il mio atteggiamento è di tipo schizofrenico, direi. Leggi il seguito di questo post »

Stay senza penzier

Pubblicato: 13 settembre 2014 in La materia dei segni
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Stay senza penzier
Steve Jobs 1955 – 2011